Blonde, Leffe blonde

Questa storica birra belga è tra le prime che ho assaggiato tanti anni or sono quando, assieme alla passione per questo nettare, nacque in me la voglia di collezionare bottiglie di birre estere. Prima di addentrarmi nella descrizione delle caratteristiche e di cosa penso io, è doveroso fare una precisazione tra birre d’abbazia e birre trappiste. Due termini che i consumatori di birra avranno sentito pronunciare spesso.

Le prime sono realizzate seguendo le antiche ricette dei monaci, ma in birrifici esterni ai monasteri. Le birre trappiste, invece , vengono prodotte all’interno delle abbazie trappiste e devono rispettare dei precisi disciplinari per ottenere la certificazione di autentico prodotto trappista.

Attualmente il marchio Leffe appartiene alla multinazionale belga-brasiliana AB Inbev, proprietaria anche di nomi celebri quali Stella Artois, Hoergarden, Bass, Tennent’s, Spaten, Lowenbrau.

Leffe Blonde

Una volta versata non si può far a meno di notare il classico giallo tendente all’ambrato, al quale si accompagna una schiuma densa e molto persistente che trovo gradevole, un buon accompagnamento alle successive fasi della degustazione. Nonostante il forte sapore di malto, dolciastro e a tratti pastoso, la bevuta è scorrevole e ogni sorsata non tradisce le aspettative.

Una volta versata rilascia aromi floreali e di erba, non particolarmente intensi, accompagnati, di nuovo, da note maltate. Se proprio vogliamo trovare un aspetto negativo, non colpisce più di tanto l’olfatto. Niente di grave visto che il gusto riesce a compensare questa mancanza.
La gradazione alcolica non eccessivamente alta e il gusto forte, ma non aggressivo, riesco a fondersi in una magia di sensazioni. Un insieme di odori e sapori che trovo inconfondibili e che solo in poche birre riesco a distinguere in modo così netto.

Facendo un paragone con la musica è come ascoltare una band e riconoscerla fin dalle prime note, perché il sound è quello, non ci sono dubbi. Stesso discorso per la Leffe Blonde che, solitamente, degusto senza alcun tipo di accompagnamento alimentare. Non essendo particolarmente alcolica, almeno per me che sono abituato a birre come la Tennent’s Super (9%), si presta all’esser sorseggiata in relax dopo una giornata lavorativa, come aperitivo o in serata accompagnando la visione di un buon film.

Io è così che la consumo, ma indubbiamente anche l’accostamento ai cibi è una valida alternativa. In particolar modo con pietanze grasse, al fine di sfruttare alcool e malto per “pulire” il palato. Ecco perché con la carne di maiale trova la sua naturale collocazione.

Birra lLffe blonde

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